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Dic
24
2010

"Niente piazza Reagan" Berlino contro il governo

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Il ministro della Difesa voleva celebrare i 100 anni della nascita Nel 1987 il presidente Usa disse a Gorbaciov: "Abbatta questo Muro".  La maggioranza di sinistra del Land ha deciso di ignorare la richiesta Polemiche in Parlamento

BERLINO. C´è una «Piazza Kennedy», ma non c´è una «Piazza Reagan» e non ci sarà a breve. A Berlino sembra contare di più un presidente statunitense che, nel 1963, dal municipio disse Ich bin ein berlinen (Io sono berlinese), piuttosto che uno che nel 1987, davanti alla Porta di Brandeburgo, disse Mr. Gorbaciov, tear down this wall (Signor Gorbaciov, abbatta questo muro). Il governo di Berlino, città che dal punto di vista amministrativo è un Land della Repubblica tedesca, ha lasciato cadere nel nulla il suggerimento del ministro della Difesa federale, Karl-Theodor zu Guttenberg, di intitolare una via o una piazza della capitale all´ex presidente degli Stati Uniti. Ne è seguito un polverone, con scambi di acidi richiami ai rispettivi ruoli istituzionali e diatribe storiche su quale fu l´influenza reale di Reagan nel processo di riunificazione tedesco.
La personalità storica di Ronald Reagan passa quasi in secondo piano nel faccia a faccia tra due istituzioni, quella federale e quella di un Land, ma anche di due schieramenti politici e due modi diversi di intendere il proprio ruolo di personaggio pubblico. Da una parte c´è Karl-Theodor zu Guttenberg, 37 anni, bavarese, cattolico, astro nascente del governo Merkel e dei giornali scandalistici tedeschi, ammaliati dal suo fascino e dalla combinazione di aristocrazia, come rivela il suo cognome, e popolarità, data anche dal matrimonio con Stephanie, la pronipote del cancelliere Otto von Bismarck. Questa sfilza di cognomi celebri e di «von» e «zu» messi insieme ha creato una coppia televisiva amata dalle folle e osteggiata dalla sinistra, spaventata dall´intraprendenza di un ministro accusato di populismo.
A rispondere con un «quello del ministro è un suggerimento, faremo delle valutazioni» è il presidente del Senato di Berlino, il Verde Gunter Kolodziej, espressione di una maggioranza di sinistra, eletto in una città dove i bavaresi sembrano più lontani dei marziani e la tendenza è di guardare al futuro piuttosto che al passato. Del resto zu Guttenberg nel chiedere che la ricorrenza del centenario della nascita di Reagan, il prossimo 6 febbraio, sia celebrata non è stato diplomatico: «Sarebbe il riconoscimento a questo grande cittadino onorario - ha detto il ministro alla Bild - e sarebbe la prova che il governo di Berlino non è grato soltanto a comunisti come Rudi Dutschke». Zu Guttenberg ha portato in causa uno dei miti berlinesi, il leader del movimento studentesco e iniziatore del partito dei Verdi, morto nel 1979, al quale la città ha dedicato una targa sulla Kurfürstendamm per ricordare l´attentato di cui fu vittima. Alla petizione di zu Guttenberg si sono uniti altri esponenti della Coalizione, ma la risposta delle autorità berlinesi lascia poco spazio a un sì: già nel 2004 un deputato del Land aveva chiesto un riconoscimento per Reagan e anche allora il Senato della capitale aveva risposto: «Vedremo se riusciremo a trovare un posto adatto», frase che sottintende un iter burocratico in cui sono coinvolti anche i distretti cittadini.
I berlinesi sembrano indecisi. Sulla Welt, considerato l´organo di stampa non ufficiale del partito di Angela Merkel, il 52 per cento dei lettori dice no a una «piazza Reagan», il 40 per cento è favorevole e l´8 per cento si dichiara del tutto indifferente. Tra i lettori del quotidiano locale Berliner Morgenpost, anche questo vicino alla Cdu, la proposta di zu Guttenberg vince con un margine risicato del 3 per cento, ma sono i commenti del forum del liberale Tagesspiegel a dare l´idea di come la proposta non possa essere scissa dal suo fautore.
«Hollywood incontra Hollywood» scrive caustico uno dei tanti lettori contrari, e il riferimento è alla carriera di attore di Ronald Reagan e a quella di un suo emulo: Karl-Theodor zu Guttenberg ha infatti recitato in un film in cui ha fatto la parte di un ministro della Difesa. Il regista si chiama Michael von Hohenberg, a quanto pare i cognomi con il «von» nobiliare fanno la differenza per il ministro.
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